Bangkok – Siem Raep: Diario di Viaggio

(5 agosto 2012) Risveglio abbastanza traumatico, ma i bagagli sono lì che ci aspettano e noi non vogliamo farli aspettare. Passiamo a prendere in taxi i nostri amici al Lebua e raggiungiamo la stazione dei bus di Mo Chit. Da lì prenderemo il pullman che ci porterà fino al confine con la Cambogia. Abbiamo letto che è il confine di Poipet è molto particolare.

Nei forum di viaggio sono riportate strane storie: finti poliziotti, false dogane e varie trappole per turisti. Noi, comunque, siamo organizzati e anche un po’ galvanizzati. Questo confine così ambiguo e d’altri tempi ci incuriosisce. Per di più i cambogiani hanno una storia molto particolare: un tempo sede più evoluta della civiltà khmer, con lo stato di Angkor, durante la fine degli anni ’70 la Cambogia ha assistito ad una delle più grandi pulizie etniche che la storia umana ricordi, con il movimento dei khmer rossi di Pol Pot. Quattro anni di eccidi di massa che hanno portato, oggi, alla mancanza di un’ intera generazione. Si stanno ancora riprendendo.

Arrivati. Tutto va come da copione, accadono esattamente le situazioni che avevamo letto sui vari siti: sconosciuti che cercano di aprire lo sportellone dei bagagli, tuk-tuk che provano a portarci in false dogane, tipi che si fingono poliziotti, ecc. Riusciamo ad aggirare tutto 😉 . Siamo di fronte alla porta della Cambogia, quella con l’arco in stile khmer, ed è veramente un posto di frontiera come si immagina in un vecchio film western: la polvere si alza al passaggio di carretti trainati a piedi (per questo tutti, o quasi, indossano dei particolari cappelli che coprono anche il volto) trafficanti di tutti i tipi portano l’inverosimile con i loro mezzi. Un’umanità delle più variegate e tanta, tanta surrealtà! Poi, varcato il confine, la situazione sembra più facile. Ci sono dei ragazzi, con tanto di divisa, che ci scortano fino alla stazione degli autobus.

Saliamo sul primo pullman con direzione Siem Raep. Questo viaggio durerà tantissimo, anche perchè l’autista farà la sua parte: infatti si fermerà in dei posti un po’ anomali a caricare e scaricare merce. In particolare rimaniamo stupiti da una lunga sosta in una casa fatiscente dove consegna parecchi pacchi. Ne riusciamo ad aprire uno: è pieno di whisky…dovremmo rispondere da soli a troppe domande, ma proseguiamo il viaggio. Arrivati a Siem Raep l’autobus non ci lascia dove previsto, ma fuori città ed è sera tardi. Come fare? O a piedi, o con un tuk-tuk. Scendiamo dal pullman e siamo assaliti dai tassisti. Sorpresa: i tassisti si rifiutano di accompagnarci, se non promettiamo loro una visita guidata il giorno dopo. 😮 incredibile! Decidiamo di andarcene a piedi, anche se la cosa non ci alletta. Per fortuna, un tassista avveduto capisce che sta perdendo dei clienti e si offre di accompagnarci. Arriviamo all’hotel e questa volta senza sorprese. Anzi, domani ci aspetta la sorpresa più grande: ANGKOR WAT!

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